L’affresco esterno della Chiesa Collegiata di Vignanello

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Sul fianco nord della Chiesa Collegiata di Vignanello, c’è, inserita in una bella cornice tardo-barocca dello stuccatore romano Gregorio Ruggeri, realizzata nel 1723, una lapide che riporta un breve di concessione di indulgenze di papa Nicolò IV del 1291.

La lapide e l’affresco che la circonda era già presente nella vecchia Chiesa Matrice:

Eravi ancora di fuori a tramontana l’Immagine della Madonna dipinta al muro coll’iscrizione di sotto incisa in pietra, comprendente il Breve d’Indulgenza concessa da Papa Nicola IV nel 1291” [“Notizie della Chiesa vecchia parrocchiale, e della nuova Collegiata, delle visite dei Vescovi, e dei LL. pii raccolte da D. Francesco Lagrimanti”, foglio 2, rchivio Parrocchiale di Vignanello busta 101 ex 196, ora in ADCC Nepi]

L’affresco, ormai quasi del tutto scomparso, mostra una Madonna col Bambino in braccio in alto, mentre il resto è di difficile interpretazione. Il ritrovamento di un documento del 4 Marzo 1720 (Archivio Segreto Vaticano, Archivio Ruspoli Marescotti, faldone 601, doc. 1) ci fornisce gli elementi ormai poco evidenti.

Si tratta di un atto notarile, stilato dal notaio pubblico Cenzio Loppi, forse su richiesta della Comunità di Vignanello, che lo sigla con i suoi Priori. Quella che segue è la traduzione:

In nome di Dio amen nell’anno dalla nascita salvifica di Nostro Signore Gesù Cristo mille e settecento venti, indizione XIII, nel giorno 4 di Marzo, nel XX anno del Pontificato dell’Illustrissimo Padre e Signore Papa per Divina Provvidenza Clemente XI =

Questa è la copia della bolla, o breve, di Papa Nicola IV, trascritta parola per parola da due lapidi esistenti nella parete della Chiesa Parrocchiale di questa Terra dalla parte della Piazza visibile a tutti coloro che passano, sopra le quali lapidi c’è l’immagine dell’Immacolata Beata Maria Vergine, e ai lati altre immagini di Santi, cioè S. Giovanni Evangelista, S. Giacomo, sotto S. Carlo Borromeo e S. Biagio Protettore della stessa Terra “

[seguono le formule di rito notarili e la conclusione “pubblicai e segnai col mio sigillo utilizzato in simili circostanze Cenzio Loppi Notaio Pubblico]

A parte c’è l’attestazione di verifica e congruità di quanto trascritto e documentato dal Notaio da parte di “Angelus Chiricozzius, Joannes Maria Ceccarellus, Bernardinus Mancinus, et Alexander Paulectus, Priores Illustrissimis Comunitatis Terrae Julianelli” con l’apposizione del timbro a secco con S. Biagio.

Oltre che darci una rappresentazione dell’affresco, il documento ci permette anche di definirne, almeno per una parte, l’epoca della realizzazione: S. Carlo Borromeo fu canonizzato il 1 Novembre 1610, quindi la parte bassa dell’affresco dovrebbe essere posteriore a tale data. Rimane da capire perché, accanto a S. Biagio, venne inserito S. Carlo, che apparentemente ha poco a che vedere con Vignanello.

MAURIZIO GRATTAROLA APRILE 2018