Il Reggimento Ruspoli – Parte I – Costituzione e composizione

INTRODUZIONE

Il Reggimento Ruspoli fu una unità di fanteria, la cui formazione fu sovvenzionata dal Marchese Francesco Maria Ruspoli come aiuto al Pontefice Clemente XI durante le vicende che sono normalmente indicate come “Guerra di Comacchio”.

La “Guerra di Comacchio” fu in realtà una serie di scaramucce fra alcune unità dell’esercito imperiale austriaco e la popolazione e i soldati pontifici che vivevano e presidiavano il confine nord orientale dello Stato Pontificio.

Gli eventi relativi a questo episodio sono legati alla cosiddetta Guerra di Successione Spagnola, che vedeva fronteggiarsi due schieramenti: uno anglo-austriaco e l’altro franco-spagnolo.

L’Imperatore Giuseppe I, il cui fratello Carlo III era uno dei pretendenti al trono spagnolo, sia per motivi legati alla convinzione che nel passato il Papato si fosse impadronito di terre del ferrarese di spettanza della corona austriaca, sia per cercare di forzare la mano al Pontefice, che sembrava più incline alle tesi franco-spagnole che sostenevano Filippo V, decise per un’azione diretta.

A metà del 1708, soldati imperiali entravano dal confine nord nelle terre pontificie, arrivando fino a Comacchio, che venne presa e fortificata.

Di fronte a questo atto, si scatenò una guerra cartacea, fatta di brevi, lettere, editti, che ebbe il solo risultato di esacerbare di più gli animi.

Mentre i soldati austriaci si distendevano nelle terre di Romagna, il papa decise di rispondere con la forza, e a partire da Giugno del 1708 iniziarono le operazioni per levare un esercito pontificio che potesse contrastare gli austriaci.

In quel momento, il Commissario Generale delle Armi (potremmo dire il Ministro della Guerra pontificio) era Monsignor Bentivoglio. Dopo una serie di congregazioni, nelle quali venne deciso come finanziare la nuova leva e le spese militari che ne derivavano, venne chiamato al comando dell’esercito pontificio il Conte Luigi Marsili, che era stato anni prima degradato ed espulso dall’esercito austriaco a causa della sua condotta nella difesa della Fortezza di Brisach.

A Roma quindi, fervevano i preparativi per l’approntamento dell’esercito, e fra le altre cose fu ordinato ai feudatari di fornire un certo numero di uomini provenienti dai propri feudi.

E’ in questo contesto e in questo momento che inizia la storia del Reggimento Ruspoli.

C’è da dire che l’importanza del Reggimento Ruspoli è legata alla vasta documentazione contemporanea presente, la quale ci fornisce elementi importanti circa la procedura che normalmente veniva seguita per la costituzione di queste unità, sia sul regolamento che le presiedeva, sia su come si procedeva per la leva e la preparazione del vestiario.

Allo stato attuale, sul Reggimento Ruspoli non sono stati individuati studi approfonditi: esiste un articolo pubblicato su Wikipedia, molto scarno e con qualche imprecisione, e alcune pagine riportate nel volume “I Ruspoli – Da Carlo Magno ad El Alamein”, di Galeazzo Ruspoli, edito da Gemese, soprattutto dedicato alla vita operativa.

LA COSTITUZIONE

Francesco Maria Marescotti Capizucchi Ruspoli, Marchese di Cerveteri dal 1705, aveva nel 1708 36 anni. Dal 1705, dopo una lunga battaglia giudiziaria con la zia Girolama Bichi Ruspoli, era riuscito a ad entrare in possesso dell’eredità dello zio paterno Francesco. Nel 1695 si era sposato con Donna Isabella Cesi dei duchi di Acquasparta, dalla quale nel 1708 aveva già avuto 8 figli, 7 femmine ed un maschio, Bartolomeo, allora undicenne.

La famiglia viveva in quel momento in affitto a Palazzo Bonelli, l’attuale palazzo Valentini, a Piazza Ss. Apostoli.

Roma e la corte papale, in quella primavera-estate 1708, era agitatissima; le staffette portavano continuamente notizie dell’avanzata degli austriaci nei territori dello Stato Pontificio, e il Papa, agli inizi di Giugno, diede il via alle attività per la costituzione di un’armata in grado di tenere testa agli imperiali, anche se non tutti nella corte romana erano d’accordo su questa decisione.

La nobiltà romana, a cui il Papa si era già rivolto chiedendo che fossero levati uomini dai feudi, si sentì coinvolta in questa situazione, da molti definita preoccupante; c’erano seri timori di una possibile invasione, con conseguenze molto pesanti per le popolazioni e i beni.

Agli inizi di Luglio, probabilmente il 3 o il 4 Luglio, Francesco Maria, attraverso il Segretario di Stato Monsignor Paolucci, fa recapitare al Pontefice un documento nel quale chiede il permesso di levare a proprie spese un Reggimento di 500 uomini e 50 ufficiali, allegando anche le condizioni per tale leva, fra le quali la nomina a Colonnello dello stesso reggimento del figlio Bartolomeo1

I punti essenziali erano:

-il numero degli uomini, pari a cinquecento, con compagnie di massimo cento uomini

-la possibilità di scelta sia degli uomini che degli officiali

-il grado di colonnello per il figlio Bartolomeo, undicenne, che deve rispondere o al Generale in capo o al Commissario Generale delle Armi

-la permanenza a Roma

-l’indipendenza, cioè il divieto di accoprare il reggimento con altri regimmenti

-la possibilità di avere proprie divise

-primo rango rispetto agli altri reggimenti ed ultimo ad essere sciolto

Il “gradimento” del papa viene comunicato al Marchese con un “viglietto” di Monsignor Cornelio Bentivoglio, Commissario Generale delle Armi Pontificie, il giorno 7 Luglio2, mentre la nomina ufficiale del figlio Bartolomeo a Colonnello è del 6 Luglio3. Nella stessa data viene nominato Capitano tenente della Compagnia Colonnella il Conte Mario Capizucchi, fratellastro di Francesco Maria4. C’è da notare che nel Regolamento approvato era contemplato che la Compagnia Colonnella rimanesse di stanza a Roma. Francesco Valesio nel suo “Diario” riporta la notizia dell’accettazione del Papa il giorno 8 Luglio.

Nei giorni immediatamente successivi, iniziano con sollecitudine tutte le operazioni necessarie alla leva. Da una parte, viene definito e concordato il “Regolamento” del reggimento con la Congregazione Militare, che si riporta in Appendice 1, unitamente alla nomina di Bartolomeo Ruspoli5 (è da notare che, rispetto a quanto richiesto, viene apportata una variazione importante: il reggimento potrà essere impiegato dove necessita, con la sola eccezione della Compagnia Colonnella, la Prima, che resterà in Roma). Dall’altra, vengono date le prime indicazioni circa il vestiario e l’armamento, probabilmente di pugno dello stesso Francesco Maria 6. E’ interessante notare come, fin dall’inizio, venne presa la decisione che il colore delle uniformi dei soldati fosse il giallo con mostre turchine. Non è stata trovata alcuna indicazione circa i motivi di questa scelta.

Nel frattempo, il Governatore di Vignanello informa il Marchese di aver ricevuto una lettera dal Governatore Pontificio di Viterbo con la richiesta di levare soldati nel feudo; la leva doveva essere estesa al 10% della popolazione7. Ci fu uno scambio epistolare serrato, e scelti alcuni uomini, che però nella maggior parte vennero considerati non idonei.

L’ARRUOLAMENTO E L’APPRONTAMENTO

E’ opportuno, per una migliore comprensione di quanto andremo ad esaminare, compiere una breve digressione per vedere la composizione “standard” di un reggimento agli inizi del Settecento.

Anzitutto c’è da osservare che il reggimento dell’epoca era normalmente formato di circa 1.000 uomini, ed era comandato da un Colonnello. In molti casi, il titolo di Colonnello era puramente onorifico, e non comportava alcun ruolo operativo, che veniva normalmente demandato al Tenente Colonnello. Questo è anche il caso, come vedremo, del “Reggimento Ruspoli” dove il grado di Colonnello venne conferito al figlio undicenne di Francesco Maria, Bartolomeo.

Gli uomini erano divisi in Compagnie, ciascuna comandata da un Capitano, con esclusione della 1° Compagnia, detta “Colonnella”, qualche volta con soldati in numero doppio rispetto alle altre, che era comandata dal Colonnello, la 2° Compagnia detta “Tenente Colonnella” comandata dal Tenente Colonnello, e la 3° Compagnia detta “Maggiore” comandata dal Sergente Maggiore, che fungeva anche da secondo del Tenente Colonnello.

Al di sotto del Capitano, c’era un Tenente con compiti più operativi, con accanto un Alfiere. La Compagnia aveva il supporto di un Foriere e di un Cancelliere, con compiti amministrativi.

Ciascuna Compagnia era divisa in plotoni, normalmente due, comandati da un Sergente, I plotoni a loro volta erano divisi in squadre, normalmente quattro, ciascuna comandata da un Caporale.

Talvolta alle normali Compagnie di fanteria si aggiungeva una Compagnia di Granatieri, che per la specificità del compito era più costosa; forse è per questo che il Marchese inizialmente8 cercò di evitare di aggiungerla al Reggimento.

Già dal primo momento, da parte del marchese venne segnalata l’attenzione con la quale si dovevano scegliere i vari ufficiali e sottoufficiali9; i “sargenti” dovevano essere uomini pratici, mentre ai forieri, cancellieri e caporali veniva richiesto di saper scrivere.

L’arruolamento inizia l’11 Luglio 10.

Come abbiamo detto, il Marchese pensava a 500 uomini e 50 ufficiali, quindi molto probabilmente cinque Compagnie con 10 ufficiali ciascuna.

La composizione iniziale documentata11, basata su 5 Compagnie con due sergenti, un furiere, un cancelliere e cinque caporali, è riportata in Appendice 2.

Come si vede, mancano il Tenente Colonnello e i Capitani, che erano comunque persone operative ma di alto livello, mentre i Caporali sono cinque.

Non sappiamo la data di estensione di questo documento, probabilmente abbastanza presto, viste le modifiche alla composizione che sarà operativa e che vedremo fra poco.

In un documento anonimo12 datato 1° Agosto 1708, e proveniente dalla Segreteria delle Armi l’estensore, oltre a ribadire il gradimento del Pontefice per l’iniziativa, asserisce che come Tenente Colonnello è stato “accordato” il Conte Claudio Aureli, perugino.

Cosa sia successo dal 1° Agosto in avanti non sappiamo, certo è che nella prima lista che ci fornisce un quadro circa la composizione del Reggimento, con le varie Compagnie e gli ufficiali, Claudio Aureli viene sostituito con Guisonel Le Roux, di cui, oltre all’appartenenza al Reggimento Ruspoli, al momento non si sono rinvenute altre notizie, se non che era di provenienza francese.

Le attività vanno avanti in parallelo; da una parte il Maestro di casa Ruspoli, Angelo Valeri, inizia a stilare gli obblighi con i vari artigiani e commercianti di Roma per le uniformi, le armi, la buffetteria e gli accessori del reggimento, dall’altra, si inizia la scelta degli Ufficiali e dei Capitani, nonché dei soldati.

Circa le procedure relative all’arruolamento e alla scelta degli ufficiali la documentazione esaminata dice poco; certamente le difficoltà non dovettero essere poche, tenendo conto di quanto dice Francesco Valesio:

6 luglio 1708 venerdì: E’ stato hoggi affisso editto col quale si richiamano tutti gli banditi per qualsiasi delitto, eccettuati assassini, parricidi, sicarii et altri eccettuati nella bolla, purché nel termine di tre mesi presentino memoriale a S. Beatitudine e vadano a servire nella presente guerra e, questa terminata, saranno riconosciuti della grazia secondo il loro benservito et haveranno dui mesi di tempo per spedire la detta grazia”13.

L’ 8 Giugno, il Pontefice aveva richiesto al “baronaggio romano” la nota dei sudditi arruolati nella milizia e delle loro armi14. Il 19 Giugno era stato emesso un altro editto con l’invito a rientrare per i cittadini degli Stati Pontifici che fossero fuori dei confini, e a presentarsi per l’arruolamento.

Successivamente, il 9 Luglio il commissario Bentivoglio mandò un biglietto ai principi romani chiedendo “di fare la scelta di un certo numero de’ fanti ne’ loro feudi per inviarla Roma nel giro di quindici giorni”.

E’ forse in questo contesto che si innesta la leva fatta in Vignanello, che dà una ulteriore dimostrazione della scarsa volontà degli uomini di essere levati, legati come erano ai loro problemi quotidiani della famiglia e della terra. Il risultato, nel caso di Vignanello, fu che a fronte di 40 uomini inizialmente scelti nella Comunità, per una ragione o per l’altra ne partirono col Reggimento solo 715.

Secondo il Valesio, il 19 Luglio l’arruolamento è già finito, e i fanti arruolati vengono alloggiati nel “quartiero” posto vicino alla Chiesa di S. Lorenzolo16. La notizia non sembra corrispondere alla realtà dei fatti, in quanto dalla contabilità di Angelo Valeri17 emerge che l’arruolamento andò avanti almeno fino ai primi di Agosto, e che al 19 Luglio i soldati arruolati erano 226, mentre l’ultimo dato riportato il 4 Agosto fornisce la cifra di 285. La paga era di 20 baiocchi al giorno. E’ evidente, dalla composizione finale del Reggimento, che l’arruolamento dovette proseguire anche dopo.

Angelo Valeri, intanto, continua nella sua opera instancabile, in una sequenza continua di “obblighi” con sarti, merciai, pittori, commercianti, cappellai, calzolai per approntare tutto il necessario per i soldati.

Di fronte ai documenti contabili che ci illustrano questa parte del lavoro svolto per l’approntamento del Reggimento Ruspoli non si può non rimanere stupefatti. In due mesi, vengono approntate circa cinquecento uniformi complete di cappelli, scarpe e buffetteria, partendo dall’acquisto del panno. Solo in Settembre a queste vengono aggiunte anche le divise per i granatieri, e circa 80 cappelli per gli stessi, più la buffetteria.18

Cominciano nel frattempo i primi problemi; le armi ordinate a Brescia, 500 “schioppi con focile”, vengono bloccati dal Governo veneziano; il Valesio, che riporta la notizia sotto la data del 6 Agosto19, non spiega la ragione di tale decisione. Questo, sempre a detta del Valesio, impedisce la “mostra” del reggimento che si doveva tenere il 25 Agosto. Le armi, archibugi da caccia prelevati dal Monte di Pietà, verranno distribuiti solo il 25 Ottobre, pochi giorni prima della partenza.

Il 2 settembre, alcuni soldati del Reggimento si ammutinarono per la mancanza di paga. Non abbiamo idea se l’ammutinamento fosse di tutto il reggimento o solo di alcuni, e se il mancato pagamento fosse da parte della casa Ruspoli o della Reverenda Camera Apostolica, a cui spettava al momento del completamento di ciascuna Compagnia.

Domenica 9 Settembre arriva il grande giorno20. Vengono distribuite le divise ai soldati, e gli stessi, dopo essersi comunicati nella Chiesa di S. Ignazio ed aver ricevuto una medaglia e la benedizione “in articulo mortis” si schierano a Palazzo Bonelli, e sfilano fra due ali di folla fino al Palazzo del Quirinale, dove il Pontefice li benedì. E’ evidente che la sfilata fu fatta senza i fucili.

Sempre a Settembre il Marchese, spinto non sappiamo da quale ragione, decide di affiancare alle Compagnie di fanteria anche una Compagnia di granatieri, costringendo Angelo Valeri ad un notevole sforzo per approntare le divise di questa nuova Compagnia. L’arruolamento dei granatieri ha inizio il 10 settembre.

La domenica successiva, 16 Settembre, il reggimento andò alla Chiesa di Ss. Lorenzo e Damaso, dove il cardinale Ottoboni benedì le bandiere.

Per il resto del mese di Settembre e per tutto Ottobre continuano i preparativi. Il 28 ottobre, la leva è completa anche dei granatieri, e il Reggimento,armato con gli archibugi da caccia, si reca a prendere la benedizione del Santo Padre21. La partenza è vicina.

LA COMPOSIZIONE ALLA PARTENZA

Il 28 ottobre vengono emessi due documenti; uno è l’elenco dei cavalli sia da sella che da basto necessari al reggimento e ci fornisce contemporaneamente la composizione di massima del reggimento, e l’altro l’itinerario previsto da Roma a Faenza, piazza d’armi in Romagna delle milizie pontificie22. I due documenti sono riportati integralmente in Appendice 3:

Vale la pena esaminarli da vicino.

Il primo documento ci dice che al momento della partenza il Reggimento era composto da:

il Tenente Colonnello Guisonel de Roux

il Sergente Maggiore Filiberto de Torè o Turè

Sei Capitani

Otto Tenenti

Otto Alfieri

Un Aiutante Maggiore con un Sotto Aiutante

Sedici Sergenti

Otto Furieri

Otto Cancellieri

Un Cappellano

Un Chirurgo con un Sottochirurgo

560 soldati

123 cavalli

Questo elenco ci dà indicazioni preziose; sulla base di quanto detto prima, ci fa capire che il Reggimento Ruspoli alla partenza era costituito da otto Compagnie, guidate una dal tenente Colonnello, una dal Sergente Maggiore e sei dai Capitani. Ciascuna Compagnia aveva un Furiere e un Cancelliere. La compagnia era divisa in due Plotoni, comandati da un Sergente. Altri documenti ci danno poi l’indicazione che il Plotone era basato su quattro squadre, non più cinque, comandate dai Caporali.

Unendo tutti i dati reperibili nei vari documenti, ed in particolare i dati della consegna dei vari elementi delle divise si ricava ragionevolmente il numero dei soldati per compagnia.

Su questa base si può dedurre che il Reggimento Ruspoli fosse alla partenza formato come riportato in Appendice4 . Rimane da considerare il numero dei tamburini, che dovrebbero essere 10.

Considerando i due casi, uno o due tamburini per Compagnia, e quattro caporali per Compagnia, il numero dei soldati, compresi tamburini e caporali, che si evince dai documenti contabili oscilla fra i 494 e i 504 uomini. Sembra doversi dire che il dato riportato nel documento sia dovuto ad una composizione standard di 70 soldati a compagnia, evidentemente non raggiunto per motivi vari.

Come abbiamo detto, la Compagnia Colonnella, come da regolamento approvato, rimane a Roma; ce ne dà conferma ancora il Valesio, che alla data del 14 novembre riporta la notizia dell’arresto di un soldato della compagnia colonnella a Piazza Montanara, a causa del ferimento dello sbirro che era in compagnia dell’altro sbirro uccisore di un granatiere il 28 ottobre23.

GLI UFFICIALI

L’elenco degli ufficiali superiori è il seguente:

GRADO

COMPAGNIA

NOME

Colonnello

Bartolomeo Ruspoli

Capitano Tenente

Colonnella

Conte Mario Capizucchi

Tenente Colonnello

Ten. Colonnella

Conte Guisonel de Roux

Sergente Maggiore

Maggiore

Filippo de Torè

Aiutante Maggiore

Giacomo di Beaumont

Capitani

IV

Cav. Orazio Eugeni

V

Cav. Armideo Bastoni

VI

Cav. Federico Du Pasquier

VII

Cav. Raimondo Moncada

VIII

Cav. Antonio Verdellin

Granatieri

Franco Stefanoni

Bartolomeo Ruspoli era il figlio del Marchese Francesco Maria, mentre Mario Capizucchi era il fratellastro dello stesso marchese.

I cinque Capitani erano dell’Ordine di Malta. Orazio Eugeni era perugino, entrato nell’ordine di Malta il 14 dicembre 1702 , mentre Armideo o Amadio Bastoni24 era ascolano, entrato nell’ordine di Malta il 13 dicembre 1702 e morto a 78 anni. Raimondo Moncada era messinese, entrato nell’ordine il 23 novembre 1700.

Non è totalmente da escludere che alcuni di questi cavalieri fossero nel drappello di quattrocento uomini giunti da Malta, proprio per la situazione che si stava creando, il 12 Luglio ad Anzio25

Degli altri ufficiali, al momento non sono state trovate ulteriori informazioni.

APPENDICE 1

Archivio Segreto Vaticano, Archivio Ruspoli Marescotti, fald. 708

CARTE RELATIVE AL REGGIMENTO RUSPOLI

REGOLAMENTO

Regolamento approvato dalla Congregazione Militare da servire per l’attivazione, ed andamento del Regimento Ruspoli forte di cinquecento uomini

Havendo la S[a]n[ti]tà di N.[ostro] S.[igno]re sotto li 6. Lug.[li]o gradita et accettata l’esibitione fatta dal S.[igno]re March.[es]e Fran.[cesc]co M.[ari]a Ruspoli di levare, vestire, et armare a prop.[ri]e spese un Reggimento di 500 huomini a nome del Sig.[no]re March.[es]e Bartolomeo di lui figliolo, si è degnata ancora rimettere a Monsig.[no]re Com.[missa]rio Gen.[eneral]e dell’Armi Pontificie il concordare, e dichiarare le condizioni, e convenienze, le quali proposte, et esaminate nella Cong.[regazion]e Militare, e riferite alla Santità di N.[ostro] S.[ignore] sono stabilite come appresso:

P.[rim]o Che N.[ostro] S.[igno]re per dimostratione del gradi.[men]to dell’esibitione, e leva fatta, e da compirsi, come appresso, spedirà il Breve al S.[igno]re March.[es]e Fran.[cesc]co M.[ari]a Ruspoli, nel q.[ua]le si esprimerà, che per li sudetti riguardi potrà spedirsi da Monsig.[no]re Com.[missa]rio Gen.[eneral]e dell’Armi la patente di Colonnello del pred.[et]to Regimento al Sig.[no]re Marchese Bartolomeo suo figlio

2° si concede al d.t[ett]o Sig.[no]re Colonnello la facoltà di eleggere in q.[ue]sta leva indipendentem.[en]te tutti gl’officiali, e soldati, che devono comporlo a suo arbitrio con la riserva sola di stabilirsi, e farli riconoscere pp[er] idonei da Monsig.[no]re Com.[missa]rio Gen.[eneral]e sud.[et]to

3° si accorda ancora che d.[ett]o Sig.[no]re Marchese possa vestire a suo gusto e piacere, e con quella divisa che più li parerà il med.[em]o Reggimento a tutte sue spese, però tanto pp[er] la leva che pp[er] il vestiario, et armi, e questo pp[er] una sol volta,e non più

4° che dal g.[ior]no, che sarà arrollata una Compag.[ni]a di 100 uomini debba correre il soldo, e la paga di S. S[a]n[tit]à secondo lo stipendio solito darsi dalla Rev.[erenda] Cam.[e]ra Ap[osto]lica all’altre truppe di nuova leva

5° che d.[ett]o Regimento sia obligato a marciare per tutto, ove il servizio di N.[ostro] S.[igno]re ricercarà, alla riserva della Compagnia Colonnella, che dovrà restare in Roma con paga di nuova leva

6° che d.[ett]a Compagnia Colonnella abbia l’onore d’esser sul piede di Compagnia delle Guardie al palazzo di N.[ostro] S.[igno]re con paga però come sopra di nova leva

7° che debba essere detto Regimento sotto il comando di Monsig.[no]re Ill.[ustrissi]mo Bentivoglio Com.[missa]rio Gen.[eneral]e dell’Armi, e di tutta l’altra Generalità

8° che le Compagnie del Regim.[en]to debbano essere di 100 huomini e non più, con i soliti offiziali, e tutti con la med.[em]a uguaglianza, e proportione di numero

9° che d.[ett]o Regimento non possa mai esser incorporato né in tutto, né in parte in altro Regim.[en]to

X° dovrà il Regimento havere la sua precedenza, et anzianità dal giorno, che S. S[anti]tà ha gradito la sua esibitione, et in caso di riforma dovrà essere l’ultimo ad esser riformato tra l’altre truppe di nova leva, et allora dovranno restituirsi al Colonnello le armi, et altro, che si dovessero restituire, come fatte da lui

XI° che in caso si concedessero condizioni, e prerogative ad altro Regimento magg.[io]ri di q.[ue]ste, che vengano accordate a tal regimento / che dovrà chiamarsi Regimento Ruspoli / debbano essere pure al med.[em]o compartite anzi s’intendano adesso pp[er] all’hora concesse

XII° si concede anco al med.[em]o Sig.[no]re March.[es]e la facoltà di rimpiazzare nel caso solo, che gl’offiziali da lui fatti nell’erett.[io]ne del Regim.[en]to fosser levati da quello per promuoverli al serv.[i]zio di S. S[anti]tà, in caso poi che si licenziassero, o morissero, si concorda che per parte di S. S[a]n[ti]tà possa disporsi delle cariche vacanti

XIII° Gl’Offiziali di d.[ett]o Regim.[ent]o doveranno godere della loro anzianità dal g.[ior]no della speditione della patente

XIIII° che il Tenente Colonnello del Regimento Ruspoli goda sempre il rango di Colonnello

XV° che sia in libertà di N[ost]ro Sig.[no]re d’ingrossare d’altre Compagnie d.[ett]o regimento, e ridurlo a n.[umer]o eguale degl’altri, che si stanno levando per serv.[izi]o di S.[ua] S[anti]tà dovendo però le compagnie, e gl’offiziali, che ad esse si aggregheranno stare sotto gl’ordini del Sig. Colonnello, e con la subordinazione agli altri Officiali magg.[io]ri di d.[ett]o Regim.to.

Cornelio Bentivoglio Com.[missa]rio G[e]n[era]le

Nomina a Colonnello di Bartolomeo Ruspoli

Havendo la San[ti[tà di N[ost]ro Sig[no]re Papa Clemente XI. gradita la leva fatta con molta generosità a’ proprie spese dal Sig:[no]re M[arche]se Fran:[ces]co M:[ari]a Ruspoli d’un Reggimento di Fanteria, ed approvata la nomina fatta in persona di Lei Sig:[no]re M[arche]se Bartolomeo di lui figlio pp[er] Colonnello del med:[emo] Reggimento Ruspoli; quindi è, che per la piena notizia della nobile condizione, ed’altre rigguardevoli qualità, che unitamente concorrono nella di Lei persona, si è degnata la San[ti]tà Sua, dichiararlo e costituirlo con particolar propenzione di paterna beneficenza pp[er] Colonnello d’esso Reggimento Ruspoli, con tutti gl’onori, pesi, facoltà ed emolumenti stabiliti nella Congreg:[azion]e Militare; e ppché possa maggiormente apparire il zelo di fedel suddito , che viene dimostrato in tal premurosa occasione, ed il benigno gradimento di Sua B[eatitudi]ne, hà comandata, che se ne facci particolare dichiaraz:[ion]e col p[rese]nte viglietto, in virtù del quale si ordina, e comanda, ch’Ella sij ricevuta, riconosciuta, e trattata come tale, sotto pena della disgrazia di N[ost]ro Sig:[no]re, e di altro ad’arbitrio. In fede. Dat:[u]m in Roma q[ue]sto dì 6. Lug:[li]o 1708-

C: Bentivolgio Com:[missari]o Gen:[era]le

Quintiliano Valenti Comp.[utis]ta

Reg. 382

Reg. 40=

Gio: Batta Cossa Seg.[reta]rio

Sig:[no]re M[arche]se Bartolomeo Ruspoli Co[lonne]llo

APPENDICE 2

REGGIMENTO RUSPOLI

COMPOSIZIONE INIZIALMENTE PREVISTA

Compagnia Colonnella

Sul retro del foglio scritta “Lista delli cappelli pp sargenti forieri cancellieri caporali di scudi 27”

SERGENTI

Domenico Guardiglia

Eraclio Rosati

FORIERO Giuseppe Nicolosi

CANCELLIERE Carlo Pieri

CAPORALI

1 Gio: Ant.o Manzolini

2 Stefano Giovannini

3 Dom. Ant. de Vue

4 Giacomo Drelli

5 Pier Gentile P…. (foglio bucato ndr)

Compagnia Tenente Colonnella

SERGENTI

Domenico Flaminij

Gios.e Cenni

FURIERE Tullio LudovisjCcanc.o

CANCELLIERE Gio: Durastante

CAPORALI

1 Salvator Santucci

2 Federico Carloni

3 Gio: M:a Benaglia

4 Ang. Laurenti

5 Gios.e Rirzaghi (?)

3a Compagnia

SERGENTI

Giacomo Vinciguerra

P.ro d’Arcon

FURIERE Alessandro Fusti

CANCELLIERE Ercole Maccioni

CAPORALI

1 Angelo Martial Testa

2 Marc’Antonio Sinij

3 Gio: Ant: Ramaccini

4 Lorenzo Toderini

5 Gio: Ant: Ben…. (buco nel foglio)

4a Compagnia

SERGENTI

Alessandro Ceccarelli

Fran. co Ant. Vincenti

FURIERE Fran. co Fracassini

CANCELLIERE Gios.pe Lepri

CAPORALI

1 Filippo Bu…pe

2 Alberto Ambrosini

3 P.ro Sobrè

4 Gio: Batta de Cavalieris

5 And.a Bonifatij

5a Compagnia

SERGENTI

Ant. Resta

Bartol o dell’Osso

FURIERE P.ro Paolo Falchi

CANCELLIERE Ferdinando M.a Natti

CAPORALI

1Vincenzo Leoni

2 Pier M.a Pompilj

3 Giacomo Cossia (?)

4 Pompeo Benincasa

5 Innocenzo Miliati

APPENDICE 3

REGGIMENTO RUSPOLI

Nota de’ cavalli da sella, e da basto che bisognano per gli Officiali del Regimento Ruspoli, in occasione che marciano a Faenza per ordine del Sommo Pontefice.

Sig. Tenente Colonnello de Roux cavalli quattro cioè due da sella e due da basto n.° 4

Sig. Sarg.te Mag.e Filiberto di Torè n.ro sei cavalli, tre da sella tre da basto n.° 6

Sei Capitani cavalli n.ro dodici 12

8. Tenenti cavalli n.ro otto 8

8. Alfieri cavalli n.ro otto 8

un Aiutante Mag.re [nota a margine sx pp emolum. del mag.re] 1

Sotto aiutante [nota come sopra] 1

16 Sargenti cavalli n.ro sedici 16

Otto forieri cavalli n.ro 8 8

Otto Cancellieri cavalli n.ro otto 8

Cappellano cavalli n. 1 [nota a margine sx portato via dal mag.re pp emolumento] 1

Chirurgo

Sotto Chirurgo

e pp il bagaglio di n.ro 560 soldati, cavalli da basto n.ro 45

tre altri cavalli da basto pp la monizione [nota a margine sx concessi ex gra. al Mag. re]

Totale n. 123 cavalli

1708 \Itinerario della Marcia da Roma a Faenza del Regimento Ruspoli

Parte da Roma il Sig. Guisonel de Roux Ten.te Colonnello del Regg.to de’ fanti di nova leva del Sig. March. e Ruspoli con numero sei cento otto sold.i compresa la pr.a piane e n.ro 123 cavalli tra sella, e basti verso la città di Favenza doverà alloggiare nell’ifrascritti luochi. Commandiamo però alle Comunità, che gli somministrano li soliti utensilij gratis, conforma alla lettera stampata

Tesoriere Generale di Nostro Signore, avertendo non toccare li canali [cavali?] della Posta

Datta in Roma li 28. ottobre 1708

Prima sera a 29. ottobre a Castel’novo

Seconda sera a. 30. d.o a Civita Castellana

Terza sera 31 d.o a Otricoli

Quarta sera prm.o Novembre a Terni

Quinta sera a. 2. d.o a Terni si riposa

Sesta sera a. 3. d.o a Spoleto

Settima sera a. 4. d.o a foligno

Ottova sera a. 5 a Gualdo si riposa

Nona sera a. 6 . d.o a Gualdo

Decima a. 7. Novbre a Cantiano

Undecima a. 8. detto a Fossambruno

Duo decima sera 9. d.o Fano

Decima terza sera a. 10 d.o alla Cattolica

Decima quarta a. 11 d.o a Rimini

Decima quinta a- 12- d.o a Rimini si riposa

Decima sesta a. 13. d.o a Cesena

Decima ottova a. 14. d.o a Forlì

Decima nona a. 15 d.o a Favenza

Per ord.e espresso di N.ro Sig.re si fa sapere a Sig.ri Governatori o altri off.li delli sopradd.i Luochi che non mancheno di far trovar pranz. a tutti li cavalli et altro necessario per li sud.i off.li e soldati, dandoli a tall’eff.o ogni facoltà di far prendere li cavalli da qualunque parte [?] etiam ecelca per detto serv.o essendo così la mente di Sua Santità

C. Bentivoglio Com.rio Gen.le

APPENDICE 4

IPOTESI DELLA COMPOSIZIONE ALLA PARTENZA DA ROMA

29 OTTOBRE 1708

  1. COMPAGNIA COLONNELLA

(di stanza a Roma come da Regolamento concordato)

Capitano

1

Conte Mario Capizucchi

Tenente

1

?

Alfiere

1

Sergenti

2

Domenico Guardiglia

Eracle Rosati

Furiere

1

Giuseppe Nicolosi

Cancelliere

1

Carlo Pieri

Tamburini

1 o 2

?

?

Caporali (solo 4)

4

Giovanni Antonio Manzolini

Stefano Giovannini

Domenico Antonio de Vue

Giacomo Drelli

Pier Gentile ?

Soldati

85-92

TOTATE COMPAGNIA

97-105

  1. COMPAGNIA TENENTE COLONNELLA

Capitano

1

Guisonnel de Roux Tenente Colon.

Tenente

1

Nicolò Orsini

Alfiere

1

Castellucci

Sergenti

2

Giovanni Cenni o Cervini

?

Furiere

1

Tullio Ludovisi

Cancelliere

1

Gio. Durastante

Tamburini

1 o 2

Filippo Agliati

Giovanni Calderoni

Caporali (solo 4)

4

Federico Carloni

Angelo Laurenti

Giuseppe Rirzaghi o Rizzaglia

?

Soldati

62-63

TOTATE COMPAGNIA

74-76

  1. COMPAGNIA MAGGIORE

Capitano

1

Filiberto de Torè

Tenente

1

Alessandro Gurgot

Alfiere

1

Sergenti

2

Giacomo Vinciguerra

P.re d’Arcon

Furiere

1

Alessandro Fusti

Cancelliere

1

Ercole Maccioni

Tamburini

1 o 2

?

?

Caporali (solo 4)

4

Angelo Marzial Testa

Marc’Antonio Sinij

Gio. Antonio Ramaccini

Lorenzo Toderini

Gio. Ant. ?

Soldati

60

TOTATE COMPAGNIA

72-73

  1. COMPAGNIA IV

Capitano

1

Cavalier fra Orazio Eugeni

Tenente

1

Alfiere

1

Sergenti

2

Alessandro Ceccarelli

Fran. co Ant. o Vincenti

Furiere

1

Cancelliere

1

Tamburini

1 o 2

Caporali (solo 4)

4

Filippo Bueppe

Alberto Ambrosini

Pietro Sobre

Gio. Batta de Cavalieris

Soldati

57

TOTATE COMPAGNIA

69-70

  1. COMPAGNIA V

Capitano

1

Cavalier fra Armideo Bastoni

Tenente

1

Alfiere

1

Sergenti

2

Antonio Resta

Bartolomeo dell’Osso

Furiere

1

Francesco Venturini

Cancelliere

1

Ferdinando Maria Natti

Tamburini

1 o 2

Caporali (solo 4)

4

Vincenzo Leoni

Pietro Maria Pompili

Giacomo Cossia

Pompeo Benincasa

Innocenzo Miliati

Soldati

53

TOTATE COMPAGNIA

65-66

  1. COMPAGNIA VI

Capitano

1

Monseur Dupaschier

Tenente

1

Alfiere

1

Sergenti

2

Furiere

1

Francesco Venturini

Cancelliere

1

Ferdinando Maria Natti

Tamburini

1 o 2

Caporali (solo 4)

4

Vincenzo Leoni

Pietro Maria Pompili

Giacomo Cossia

Pompeo Benincasa

Innocenzo Miliati

Soldati

57

TOTATE COMPAGNIA

69-70

  1. COMPAGNIA DE MONCADA

Capitano

1

Monsieur Cavalier de Moncada

Tenente

1

Alfiere

1

Sergenti

2

Salvator Santucci

Furiere

1

Cancelliere

1

Tamburini

1 o 2

Caporali (solo 4)

4

Soldati

51

TOTATE COMPAGNIA

63-64

  1. COMPAGNIA VERDELLIN

Capitano

1

Cavalier Antonio Verdellin o Verdellini

Tenente

1

Midelbergh

Alfiere

1

Pierre de Ghiramar

Sergenti

2

Salvator Santucci

Vincenzo Leoni

Furiere

1

Gerolamo Astolfi

Cancelliere

1

Andrea Altigieri

Tamburini

1 o 2

Pietro Parini

Angelo Masini

Caporali (solo 4)

4

Nicola Flamini

Domenico Luchini

Giuseppe Mazzoni

Fran. co Moretti

Soldati

54

TOTATE COMPAGNIA

66-67

  1. COMPAGNIA GRANATIERI

Capitano

1

Franco Stefanoni

Tenente

1

Giovanni Antonio Giusti

Alfiere

1

Sergenti

2

Domenico Bussi

Furiere

1

Cancelliere

1

Tamburini

1 o 2

Caporali (solo 4)

4

Soldati

60- 61

TOTATE COMPAGNIA

72-74

1 Archivio Segreto Vaticano (ASV) Fondo Ruspoli Marescotti (FRM) faldone 708 doc. 18 foglio senza data

2 Ibidem

3 Ibidem ultimo foglio

4 Ibidem senza numero

5 Ibidem

6 ASV FRM 105 26

7 ASV FRM 506 50 Lettera dell’8 Agosto

8 Ibidem

9 Ibidem

10 F. Valesio “Diario di Roma”, ASV FRM 45 126

11 ASV FRM FGR (Filze di Giustificazioni di Roma) 45 senza numero di documento

12 ASV FRM 708 senza numero

13 F,Valesio Diario di Roma

14 Ibidem

15 ASV FRM 203 15

16 S. Lorenzo ai Monti, abbattuta la momento della costruzione di Via dell’Impero; F. Valesio Diario di Roma

17 ASV FRM FGV 45 126

18 ASV FRM FGR 45 e 46

19 F. Valesio Diario di Roma

20 Ibidem

21 Ibidem

22  ASV FRM 708

23 F. Valesio Diario di Roma

24 B. Carfagna Il lambello, il monte e il leone; per entrambi Bonazzi, Elenco dei Cavalieri di Malta fino al 1738 vol. I

25 F. Valesio Diario di Roma