Un monumento (quasi) dimenticato: la “Colonnetta” Ruspoli


COLONNETTA MARIO 2

FOTO RESA DISPONIBILE DA MARIO TESTA

 

“L’ottima disposizione, che questo Nostro Sig.re Principe ha fatto dare a tutto il bisognevole per un ricevimento di tal fatta, non solo ha riportata l’approvazione, e gradimento di Sua Beatitudine, ma la piena soddisfazione ancora di tutte le persone, che qua si trovano e specialmente di 120, di ogni rango, ed altri molti Forastieri; come anche è stata da Nostro Sig.re e da tutti gli altri molto lodata la nuova strada, e la Piramide che Sua Eccellenza in poca distanza dall’ingresso del Borgo avea fatto inalzare così scoperta all’arrivo di Sua Beatitudine, Nobilmente ornata, e con iscrizioni in marmo; ove a memoria de’ Posteri si leggerà sempre glorioso questo giorno del propizio ingresso della Santità Sua in Vignanello”

(Relazione anonima del viaggio di Benedetto XIII a Vignanello, 6 Novembre 1725, Archivio dell’ Ufficio delle Celebrazioni Pontificie, Dini, Memorie e regolamenti per li viaggi de’ Sommi Pontefici Tomo X”)

 

PREMESSA

Come mi è gia capitato di dire in molte occasioni, Vignanello ha la fortuna di avere una delle documentazioni più complete circa i monumenti, le attività e la popolazione che ci si possa aspettare. Il Fondo Ruspoli Marescotti, donato dalla Famiglia Ruspoli e conservato all’Archivio Segreto Vaticano, è un immenso serbatoio, costituito da decine di migliaia di documenti, ricevute, conti, testamenti, atti notarili, che abbracciano circa tre secoli, dagli inizi del 1500 fino quasi alla fine del’800. La sua apparente disomogeneità, unitamente alla vastità, rende difficile fare delle ricerche specifiche; tuttavia, se si ha la pazienza di andare attraverso i vari faldoni, con pazienza si possono ricostruire squarci interessanti della vita del paese.

E’ quanto mi è capitato con la Fontana Pubblica, ed è quanto mi è capitato con un monumento (quasi) dimenticato: la cosiddetta “Colonnetta”, ormai da anni  in un giardino privato,  che rappresenta non solo uno dei monumenti simbolo del paese, ma anche la testimonianza di un evento di cui ricorre a novembre di quest’anno il 290° anniversario: la visita di papa Benedetto XIII, venuto a consacrare la nuova Chiesa Collegiata nell’ anno del Giubileo 1725.

Allo stato attuale, non è stato possibile effettuare alcun sopralluogo al monumento, ma si sono ricevute alcune foto (non pubblicabili) che dimostrano come lo stesso sia diviso in due parti; le condizioni appaiono genericamente buone.

 

GLI ANTEFATTI

La costruzione della Chiesa Collegiata di Vignanello, fortemente voluta dal Principe Francesco Maria Ruspoli e dallo zio Cardinale Galeazzo Marescotti, ebbe una gestazione molto lunga, anche per quei tempi. La costruzione iniziò nel 1710 e si concluse solo nel 1724, per poi protrarsi, per vari dettagli, oltre il 1725. Le date più importanti della lunga vicenda sono l’1 Giugno 1710, quando vennero consegnate alcune cedole del Monte di Pietà di Roma per 300 scudi ad Alessandro Polvini figlio del Ministro di Vignanello Mattia Polvini, “per la provigione di calce et altro per la nuova fabrica in Vignanello della Chiesa Principale”, data che possiamo indicare come quella di inizio dei lavori, il 2 Novembre 1724, data dell’apertura della Chiesa al culto, e il 7 Novembre 1725, data della consacrazione degli altari da parte di Benedetto XIII.

Fu proprio in vista di quest’ultimo evento che Francesco Maria Ruspoli mise mano a due importanti iniziative: l’apertura di una nuova strada, la Via Ruspola, che doveva permettere l’accesso al paese attraverso il Portone del Molesino, eretto anni prima dal padre Alessandro Marescotti Capizucchi, e un monumento, da porre all’inizio del tratto urbano di tale nuova Via, che ricordasse sia tale apertura che, ovviamente, l’arrivo del Papa a Vignanello.

E’ di quest’ultimo monumento che vogliamo tracciare la storia, basata su alcuni documenti recentemente rinvenuti nel Fondo Ruspoli Marescotti. Va ricordato che, al momento, esistono solo due foto che raffigurano la “Colonnetta”, una purtroppo mutila della parte superiore, e l’altra non molto dettagliata. Le considerazioni che seguono hanno anche tratto giovamento da queste due foto, rese disponibili dall’Associazione “I Connutti”.

 

 

 

65 UAnselmi A40-

ARCHIVIO U. ANSELMI

 

IL LUOGO DI EREZIONE

Sul luogo di erezione non sembrano esserci dubbi; tutte le fonti dicono che il monumento fu eretto ai confini fra Vignanello e Vallerano, sulla nuova Via, in uno “spiano fatto nel l’arboreto comprato da S.E.P. nel confine di Vallerano pp servitio della nuova strada”.

Il Catasto Gregoriano, redatto fra il 1815 e il 1830, e nel caso di Vignanello con la mappa stilata nel 1821, la indica chiaramente.

POSIZIONE COLONNETTA 1820

Si tenga presente che la linea tratteggiata rappresenta i confini fra Vallerano e Vignanello.

Ancor più importante per la localizzazione è un documento riportato nel rapporto degli scavi avvenuti fra il 1915 e il 1918 (Notizie degli Scavi di Antichità, voll. 4-5-6, 1924) dove la “Colonnetta” è indicata correttamente come “Monumento Ruspoli”, ed è alla sinistra della strada provinciale per Viterbo, così come si può  anche intuire dalla foto all’inizio dell’articolo.

POSIZIONE DELLA PIRAMIDE FRA IL 1916 E 1924 CAMPAGNA DI SCAVI

IMMAGINE PUBBLICATA SU CONCESSIONE

DELLA BIBLIOTECA DI ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE DI ROMA

IL DISEGNO

Al momento, non si sono trovate indicazioni documentarie sull’autore del disegno, così come non si hanno notizie circa la parte alta del monumento, quella con i tre monti all’italiana, che, sormontati dalle viti intrecciate, sono lo stemma Ruspoli. Qualche indicazione la possiamo avere, come vedremo in seguito circa la parte che costituiva la sommità, parzialmente visibile in una delle foto esistenti.

LA COSTRUZIONE

La costruzione della “Colonnetta” ha una data di inizio ben precisa, il 17 Ottobre 1725: infatti l’Architetto Giovan Battista Gazzale stila, a fine Novembre 1725, una nota intitolata “A dì 17:8bre 1725 a tutto li 5: 9bre Opere di muratori a lavorare la Piramide nella Piazza tra li confini di Vignanello, e Vallerano come segue”.

Il “come segue” ci da l’elenco delle persone che hanno partecipato all’erezione del monumento: Mastro Angelo Perucchetti, che vi lavorò per 13 giorni, con paga di 30 baiocchi al giorno, Mastro Pietro Paolo Torri per 9 giorni,con paga di 27,5 baiocchi, e Mastro Domenico Spinetti per 2 giorni, con paga di 25 baiocchi. Accanto ai tre Mastri, lavorarono Agostino Sbarra per 1 giorno, Giovan Battista Sbarra per 10 giorni “a servire”, cioè di supporto ai muratori, Felice Venuti e Filippo Mastrangeli per 2 giorni “a far li fondamenti”, tutti pagati 15 baiocchi al giorno. Non mancarono le donne: tre, tutte “a servire”, Lucia Chiodi per 15 giorni, Maria Grasselli per 13, e Vittoria Allegrini per 1 giorno, tutte pagate 7,5 baiocchi al giorno.

Le opere murarie furono eseguite con pozzolana, calce, sassi e mattoni, per i quali materiali, così come per l’acqua necessaria per impastare e preparare la calce, sono esplicitamente indicate numerose “some” portate in loco.

 

COME FU COSTRUITA

Il documento, stilato dal Mastro Paolo (o Pavolo, come veniva talvolta chiamato) Testa, “scarpellino”, è illuminante non solo per la descrizione della “Colonnetta”, ma anche per la sua probabile composizione.

Infatti, esaminando le dimensioni dei vari conci di peperino preparati da Mastro Testa, si evidenzia come si adattino perfettamente ad un pilastro centrale di sezione quadrata, realizzato in mattoni, di 2 palmi (circa 0,44 m) di lato, che costituiva l’armatura della parte bassa.

Dobbiamo pertanto immaginare che prima venisse fatta una fondamenta di blocchi di tufo, attorno alla quale fu poi preparata la “selciata”, cioè una superficie probabilmente realizzata con ciottoli di fiume o mattoni di argilla, o anche elementi di tufo, sulla quale fu eretto il pilastro di mattoni altaodai 9,5 ai 10 palmi (circa 2,2 m). E’ interessante notare che i mattoni erano normalmente di dimensioni 1 palmo x ½ palmo, quindi probabilmente ogni strato era costituito da quattro mattoni, che si succedevano messi nelle due direzioni perpendicolari. Dovettero essere necessari circa 30 strati per raggiungere i due metri di altezza.

 

L’ASPETTO FINALE

Una volta realizzata l’armatura, fu la volta di Mastro Paolo, che preparò i vari elementi di peperino nella sua bottega, per poi rifinirli in loco.

In sostanza, la “Colonnetta” aveva, partendo dal basso:

-una “platea” (base) fatta a “selciata”, probabilmente quadrata, di lato 2,7 m, rifinita da una “cordonata di peperino lavorata a smuscia”, cioè  un regolo di peperino con gli spigoli arrotondati

-un sedile (“seditore”) che la circondava, con una zona franca di circa 22 cm, sopra il quale c’era uno “zoccolo di peperino

-questo zoccolo serviva da base ad un altro elemento, costituito da “bugne vecchie di peperino”, tagliate, afferma Paolo Testa, da un “portone che era in detti confini”, e connesse insieme. Al di là di capire di quale portone si trattasse, l’ipotesi è che si tratti di quattro lastre, con una bugna in negativo, connesse fra di loro. Le immagini ci fanno intravedere la parte centrale più chiara; si tratta di capire se furono inserite delle lastre di marmo

-sopra questa base quadrata, dove terminava l’armatura in muratura, era posizionata “la base di peperino, che resta sotto la colonna”, e successivamente “la colonna di detta cuglia di peperino alta palmi 7 grossa palmi due pp ogni verso

-la sommità della colonna era completata da una “lastra di peperino, che forma cimasa sopra detta guglia

Inoltre lo scalpellino impiegò “due giornate attorno a detta piramide a fare li bughi alli perni dell’arme, et inscrittioni et impiombate in opera”.

Delle due lastre di marmo, una rivolta verso chi arrivava dalla nuova strada, e una rivolta verso Vignanello, abbiamo le iscrizioni, riportate nei documenti descrittivi della visita di Benedetto XIII, che ci confermano anche la posizione della “Colonnetta”:

Proseguendo il viaggio si giunse nella Piazza chiamata del Molesino fatta spianare e slargare a spese di S.E., che parimenti vi ha fatto erigere una bellissima piramide d’altezza palmi trenta [circa 6,7 m ndr], con l’iscritioni scolpite in lastre di marmo pp memoria della venuta di S. Beatitudine in Vignanello.

Verso la parte di dove veniva N[o]s[t]ro Sig.[no]re vi era la seguente iscrizzione=

 

Felici Faustoque

Benedicti XIII.P.O.M.

Ingressui

Die VI Novembris

Anno Iubilei

MDCCXXV

 

Dalla parte che riguardava la Terra di Vignanello vi era altra iscrizzione nella forma che segue

 

Franciscus Maria Princeps

Ruspulus

Viam

ampliorem aperuit

Anno Iubilei

MDCCXXV

RICOSTRUZIONE COLONNETTA RUSPOLI

 

© M. GRATTAROLA

FEBBRAIO 2016