La Via Ruspola

PREMESSA

La Via Ruspola, la strada fatta costruire nel 1725 da Francesco Maria Ruspoli per la visita del Papa Benedetto XIII a Vignanello, è tradizionalmente considerata l’attuale Via del Vignola, che va dall’incrocio fra Via di S. Rocco e Via D. Giovanni Minzoni fino alla porta o Arco o Portone detto del Vignola, cioè la porta in cima al Borgo degli Angeli Custodi fatta erigere da Alessandro Capizucchi e Bartolomeo Ruspoli nel 1692 e che da mie ricerche sappiamo essere di Mattia de’ Rossi. In realtà, questo è solo il tratto finale del percorso predisposto dal Principe, tratto già esistente, e chiamato Stradone del Molesino e che non ha nulla a che vedere con la nuova strada chiamata Via Ruspola.

All’inizio della suddetta Via, ma sarebbe meglio dire, come vedremo, alla fine, “nella Piazza chiamata del Molesino fatta spianare e slargare a spese di S.E.” era stata fatta innalzare da Francesco Maria Ruspoli, al confine fra Vignanello e Vallerano, “una bellissima piramide d’altezza palmi trenta con l’iscrizioni scolpite in lastre di marmo per memoria della venuta di S. Beatitudine in Vignanello”[1].

Questa piramide, detta tradizionalmente Colonnetta Ruspoli, ancora evidente nella Mappa del Catasto Gregoriano del 1818, e nella mappa delle tombe etrusche redatta fra il 1915 e il 1924, durante la campagna di scavi pubblicata dall’Accademia dei Lincei, è oggi non più visibile perché è all’interno di proprietà private.

 

POSIZIONE DELLA PIRAMIDE FRA IL 1916 E 1924 CAMPAGNA DI SCAVI

PIANTA DELLE TOMBE ETRUSCHE CON LA LOCALIZZAZIONE DELLA COLONNETTA

CHIAMATA MONUMENTO RUSPOLI

(da Accademia dei Lincei – Notizie degli Scavi vol. IV-1924)

POSIZIONE COLONNETTA 1820

ARCHIVIO DI STATO DI ROMA – CATASTO GREGORIANO

MAPPA VT 255 – VIGNANELLO 1819-1820

LOCALIZZAZIONE COLONNETTA RUSPOLI

COLONNETTA MARIO 2

COLONNETTA O PIRAMIDE RUSPOLI IN UNA FOTO DI INIZI ‘900

La strada in questione è citata da varie fonti.

Così il Lagrimanti nelle sue “Memorie delli Padroni di Vignanello[2] descrive l’evento fondativo della strada:

1725. Fece disegnare e poi fare la Strada nuova dalla Piazza del Molesino, alla Colonna per Vallerano, e da qui a Talano sino all’albereto di Altilia […]a fine non solo per publico bene, ma ancor per far fare solenne ingresso a PP. Benedetto XIII. in questa terra, come da lettera in data 7 luglio detto=”.[ Nota a margine sinistro: “Strada nuova da Loroano per Talano a Vig[nane]llo”.

Nella “Relazione del viaggio fatto da Nostro Signore Benedetto XIII da Roma a Vignanello con distinta relazione di tutte le sagre funzioni fatte in d. Terra e quanto gli è occorso nel detto viaggio nell’ Anno del Giubileo 1725[3] l’anonimo estensore narra dell’arrivo di Benedetto XIII a Vignanello il 6 Novembre 1725, accompagnato a cavallo dal Principe e suo figlio Alessandro, andati ad accoglierlo a Fabrica:

“Si proseguì il viaggio per un’altra strada nuova fatta fare insieme con un ponte con spesa considerabile di S.E.

Gionti ai confini della Terra di Vallerano vi si ritrovò un’infinità di popolo ivi accorso per vedere S. Santità e ricevere la Santa Benedizione.

Vi si ritrovò parimenti schierata una compagnia de pifferi di quella terra che sonorno per tutto il tempo che S. Stà passò per quei confini.

Proseguendo il viaggio si giunse nella Piazza chiamata del Molesino fatta spianare e slargare a spese di S.E. che parimenti vi ha fatto erigere una bellissima piramide d’altezza palmi trenta con l’iscrizioni scolpite in lastre di marmo per memoria della venuta di S. Beatitudine in Vignanello”.

Una di queste iscrizioni dice:

Felici Faustoque

Benedicti XIII.P.O.M.

Ingressui

Die VI Novembris

Anno Iubilei MDCCXXV

_____________

Via Ruspula Anno Jubilei

MDCCXXV

Detto questo, l’effettivo tracciato della Via Ruspola, come orgogliosamente il Principe l’aveva chiamata, va ricostruito dal suo inizio alla Colonnetta, cosa possibile attraverso vari documenti conservati nell’Archivio Segreto Vaticano (ASV), Fondo Ruspoli-Marescotti (FRM), che danno indicazioni piuttosto precise su quella che era l’effettivo percorso della Via e sulla sua genesi.

Le note che seguono, stese sulla base dei documenti finora consultati, che in molti casi sono sparsi in faldoni che poco hanno a che fare con l’argomento specifico, e ai quali quindi se ne potrebbero aggiungere altri man mano che si procederà con l’esame dell’immenso Fondo Ruspoli-Marescotti, cercano di tracciare la storia, le caratteristiche ed il percorso della Via Ruspola.

 

UNA VIA PER UN PAPA

Nel 1725, la gran parte del Borgo del Molesino, che si stendeva a ovest del vecchio nucleo storico del paese, era completata.

La porta in cima al Borgo, accanto alla Chiesa del S. Angelo Custode, completata nel 1705, era stata eretta da Alessandro Marescotti Capizucchi nel 1692. La strada verso Vallerano era completata da uno “spiazzo a capo il stradone del Molesino fatto fare anni sono da S.E. Pro.ne…”[4].

La Strada Romana conduceva a Vignanello da Roma, passando per Fabrica, ma l’accesso al paese rimaneva poco scenografico. Infatti la Strada Romana aveva una direttrice sud-nord a 90° rispetto all’asse del paese, che da ovest a est presentava nell’ordine la Porta del Molesino, la Porta Flaminia, la Strada Maestra, oggetto di un raddrizzamento anche se parziale negli anni 1703-1705, per giungere alla Piazza della Rocca, dove si ergeva maestosa la nuova Chiesa. Era un ingresso ancora legato al vecchio paese ante la costruzione dei due Borghi, concentrato sul nucleo originale quasi circolare, e a cui si accedeva, venendo da Roma, a piedi da ovest attraverso il ponte che superava il fossato e la Porta Grande, e in carrozza presumibilmente da est.

Fu questo fatto che spinse agli inizi del 1725 Francesco Maria Ruspoli, nato Marescotti, poi Capizucchi, padrone del feudo dal 1705, a pensare e realizzare una nuova strada che permettesse l’ingresso in paese secondo la più scenografica direzione ovest-est., anche e forse soprattutto, in previsione della Visita di Benedetto XIII per la consacrazione della nuova Chiesa Collegiata.

In realtà, una strada pedonale che seguiva lo stesso percorso già esisteva.

Uno dei periti chiamati a verificare lo stato della strada il 6 dicembre 1767 cita: “[…]L’ Ecc.mo D. Ruspoli padrone di questa terra nell’anno 1725 a proprie spese ampliò la picciolina strada che esiste fra il Territorio della med.[esi]ma terra e l’altro di Vallerano in Vocabulo La Cupa, o sia Talano, con aver resa quella più agevole, e carrozzabile, che à il suo principio dal termine divisorio tra una, e l’altra terra, e fine nel castagneto detto di Monte Sforza, ovvero l’antica Strada Romana, e detta strada ampliò ad oggetto potesse comodamente passarvi il seguito delle Mute, che portarono in questo luogo la Santa Me.[moria] di Benedetto XIII, e per ridurre in tal forma il d.[et]to tratto di strada, cioè dal d.o termine divisorio sino all’imbocco della d.[et]ta antica Strada Romana[…] [5] .

E l’altro perito: “strada che dal t[ermi]ne divisorio di questa Terra, e l’altra di Vallerano conduce al Ponte, ed incontra la strada vecchia Romana, fatta nell’anno 1725 a proprie spese dall’Ecc.[ellentissi]ma Casa Ruspoli, e quale istessa passò la S.N. Di Benedetto XIII allorchè venne a consagrare questo Duomo[..].”[6].

Un documento del 1652, intitolato “Istrumento autentico di revisione delli confini nel circuito del territorio dell’ Insigne Terra di Vignanello, rogato da Giuliano Musacchi Cancelliere di detto Luogo il 1 Maggio 1652”[7], riferisce:

” …andato per la strada di Vallerano e vicino alla cappelletta che sta in d.ta strada si trovò un termine di marmo bianco a modo di Colonetta alta sopra terra uno palmo et un quarto che dicono divida li territoij di Vignanello da Vallerano, […] doppo ritornati addietro fu andato giù per lo stradello che va verso la Cupa, et arrivati vicino al fosso dicono esservi stato un termine di peperino che adesso non si trova ed essendo andati stradello stradello, arrivati alla Contrada di Foiano nella possessione, che era dell’eredi di Onofrio Sbarra , si trovò un termine di pietra bianca…

Così il tracciato della nuova strada sembra essere chiaro: partiva da Monte Sforza, che è il costone a sud rispetto alla Valle della Cupa, dove si incontrava con la Strada Romana, attraversava la Contrada Talano, scendeva verso il Fosso della Cupa, lo attraversava su un ponte, per poi risalire costeggiando il confine fra Vignanello e Vallerano su verso lo spiazzo a capo del Molesino, dove era stata innalzata la Colonnetta Ruspoli. Il tratto di strada rettilineo dalla Colonnetta al Portone del Molesino, detto Stradone del Molesino, era già esistente. Vedremo che il percorso lungo i confini con Vallerano sia confermato dallìacquisto di terreni nel comune limitrofo.

PERCORSO RIDOTTO

PROBABILE PERCORSO DELLA VIA RUSPOLA 1725

SU MAPPA VT 255 DEL CATASTO GREGORIANO

 

LA REALIZZAZIONE

In un momento imprecisato del 1725, ma presumibilmente, come vedremo dopo, all’inizio dell’estate, viene preparato da Giovan Battista Gazzale, architetto e “factotum” del Principe in Vignanello per le nuove costruzioni, un documento intitolato “Scandaglio e ristretto della spesa, da farsi per portare la Strada Romana a Talano, cominciando dal Portone del Alboreto di Antonio Attilia, per la strada della cava, che cala nella Cupa tra li confini di Vallerano, a far capo nel spiazzo a capo il stradone del Molesino fatto fare anni sono da S.E. P[ad].rone come il tutto distintam.[en]te si vede qua sotto accennato tanto per la compra delli terreni dove deve passar tale strada che spiani, cavi, alberi di castagno d’atterrarsi e muri per il ponte[8].

Il totale della spesa viene stimato in 613,45 scudi, con le seguenti voci principali[9]:

-acquisto dei terreni                                                     52,43 scudi

-acquisto di 15 castagni fruttiferi da tagliare                 45,00 scudi

-tratto di strada in Contrada Talano                             225,00 scudi

-muri laterali per sostenere il ponte di legno                  80,00 scudi

-tratto di strada dal ponte allo Stradone del Molesino 150,00 scudi

-altri lavori                                                                       60,00 scudi

Il documento di cui sopra, insieme al consuntivo, è contenuto in una cartella denominata “Copie Pubbliche d’istromenti di diverse compre fatte per fare la nuova strada dall’Ill.mo Ecc.mo Sig. Pnpe D. Francesco Ma. Ruspoli della Terra di Vignanello Perpetuo padrone”.[10] All’interno ci sono quindici contratti, redatti dal Notaio Simone de Florentinis da Agosto 1725 a fine Novembre 1725. Molte compere furono perfezionate successivamente alla data di completamento della strada, che fu utilizzata per la visita di Benedetto XIII agli inizi di Novembre 1725. La stima dei terreni fu affidata da Carlo Segarelli, Ministro del Principe, a due periti, Giuseppe Succi e Giovan Carlo Paola.

L’importo complessivo finale per la realizzazione della strada fu di 498:84 scudi, quindi inferiore al preventivo, così come si evince dalla “Lista di tutte singole spese fatte in servizio della nuova strada fatta fare in Vignanello dall’ Ecc.mo Sig. D. Fran.co M.a Ruspoli Prpe tanto per la compra dei terreni dove passa la med.[esima] sì di Vallerano che di Vignanello, opere de’ muratori alla costruzione del ponte, calce, pozzolana e servitù, cottimi, opere di giornata et altro, come distintam.[en]te in espresso seg.[ui]to”[11].

Le principali voci di spesa in scudi elencate da Gazale sono:
Compra delli terreni di Vallerano 41
Compra delli terreni di Vignanello e castagni 30:29 1/2
Cottimo fatto da Gio: Loddi per la strada sopra Tallano 85
Cottimo fatto dall’aquillani pp il taglio nell’imboccatura della strada

alla Piazza del Molesino

5
Speso per 8 settimane di lavoro di opere 298:32

mentre curiosa è la spesa per “tre barili di vino da dare all’aquillani”, maestranze che venivano dall’Aquila al seguito di Giovanni Loddi.

Il “taglio nell’imboccatura della strada” fu fatto facendo saltare la costa di tufo usando 31 libbre di polvere nera.

Come si può vedere, il risparmio di circa 115 scudi fu realizzato affidando, come vedremo, il tratto di strada in Contrada Talano con “cottimo” o “patto a stucco” a Giovanni Loddi.

I rendiconti dettagliatissimi compilati da Gazale, contenuti nelle “Filze di Giustificazione di Vignanello” del 1721[12], ci danno la possibilità di avere un quadro esatto di come la strada fu realizzata e della mano d’opera utilizzata.

L’attività durò complessivamente otto settimane, dal 6 Agosto al 28 Settembre 1721.

L’attività di realizzazione della strada dal ponte al Piazzale del Molesino impegnò complessivamente 157 differenti manovali, utilizzati a turno, per un totale complessivo di ben 1783 giorni/uomo, cioè quasi 5 anni/uomo! Un’impresa notevole, a cui deve essere aggiunta l’attività di carreggio della calce bianca per il ponte e del brecciolino per la finitura, che impegnò per quattro settimane 43 somari in tutto, con i relativi conduttori, e quella delle 12 “donne a servire”, essenzialmente dedicate a portare l’acqua ai manovali e a rimuovere la terra, che lavorarono nelle tre settimane iniziali. Non si può di principio escludere che parte di questa attività venisse anche rivolta al tratto di strada in Contrada Talano, in particolare il tratto in salita dal Fosso della Cupa alla sommità di Talano.

La costruzione del ponte sul Fosso della Cupa fu opera di quattro Mastri Muratori, Domenico Spinetti, Vittorio Perucchetti, Cristofaro Betelli e Pietro Paolo Urri, assistiti da un garzone, Domenico Petrone. Il ponte venne realizzato fra il 13 Agosto e l’1 Settembre 1721, per un totale di 39 giorni/uomo.

E’ interessante evidenziare la paga giornaliera: 30 bajocchi per i Mastri Muratori (Pietro Paolo Urri e Domenico Spinetti vennero pagati rispettivamente 25 e 27,5 bajocchi), 15 per i manovali, 7,5 per le donne.

Il tratto di strada in Contrada Talano fu affidato al Signor Giovanni Loddi, aquilano di S. Marco di Preturo, abitante in Vignanello, con il quale il 25 Agosto 1725Giovan Battista Gazale stila il documento di obbligo con Giovanni Loddi che s’obbliga di fare e far fare a tutte, e singole sue spese il pezzo di strada che fa fare in Vignanello ecc. ecc. sopra  Talano da incominciarsi a capo alla salita di d:[ett]a strada [tratto dal ponte alla sommità del costone dove si sviluppa la Contrada Talano ndr] già abozzata dalla svolta di tufo che resta tra la Palara, e castagno dell’eredi d’Andrea Crocesanta da terminarsi al cancello del Sig.re Antonio Altilia detto l’Erbano, e questa darla spianata, pulita di erbe, sterpi, o altro, larga ugualmente  palmi venticinque […], con atterrare tutta quella quantità di castagni grossi e piccoli […]”[13]. L’inizio fu fissato per il 27 Agosto 1725, mentre il completamento sarebbe dovuto avvenire entro Settembre. L’importo complessivo dell’opera da realizzarsi “come si suol dire a patto stucco”, cioè a corpo o cottimo[14], era di “85 scudi romani di giulij X pp[er] ciascheduno, da pagarseli mano a mano che si anderà operando”.

L’importanza dell’opera sta anche nelle dimensioni della carreggiata: 25 palmi, presumibilmente romani, cioè circa 5,5 metri. Doveva avere una giusta pendenza per il deflusso dell’acqua piovana e completa di due “formellette” laterali, cioè due piccoli fossati per raccogliere l’acqua. Inoltre Giovanni Loddi si impegnava a  “sfrascare tutti gl’alberi che impediscano la vista durante il corso di d.[ett]a strada, accio’ resti ariosa”.

PROFILOIL PROFILO DEL TRATTO DELLA VIA RUSPOLA IN CONTRADA TALANO

Agli inizi di Ottobre la Via Ruspola era pronta. Era una strada maestosa, degna di accogliere un Pontefice, lunga circa un chilometro e mezzo e, come dice uno dei periti chiamati nel 1796 a dar conto del suo stato “osservata l’antica larghezza di essa dalle vestigia antiche, che ben si riconoscono dal taglio dei massi, e da vecchi alberi, e vecchi formelli esistenti in dd.[etti] Pre[si]dj l’ho trovata di larghezza palmi ventisette in circa secondo la misura da me presane[15]. Una larghezza quindi anche maggiore di quella prevista, intorno ai 6 metri, e notevole, per una strada “carrozzabile”.

C’è da aggiungere che Francesco Maria Ruspoli fece di tutto per evitare al corteo papale qualsiasi possibile errore nella strada da seguire per giungere a Vignanello; infatti, dal bivio per Ronciglione, lungo le tredici miglia che portavano a Vignanello, fece piantare “tredici termini di peperino pp le miglia [1 miglio dello Stato Pontificio 1489,479 m ndr] da Vig.[nane]llo a i termini di Ronciglione, et a quattro di esse fattovi l’arme di S.E. P.ne intagliata con monti, e viti, e numeri di miglia sopra e all’altri nove fatti semplicemente li numeri delle miglia con il rustico, e cavatura” e “due altri termini grossi di peperino alti l’uno palmi dieci larghi l’uno ogni verso palmi due da mettersi in principio, e al fine di dette miglia e fattovi sopra il suo numero con lettere indicanti “a Vignanello” tra rustico, e cavatura di tutti due”[16] realizzati dallo scalpellino Paolo Testa. E ancora, all’arrivo della Strada Romana a Vignanello, quasi a rimarcare la chiusura del vecchio accesso, quello che ancora oggi porta al paese, fece aggiungere “un altro termine più piccolo, et assistito a mettere in opera i termini, che si sono messi pp sbarare la strada vecchia in una parte al cancello dell’alboreto di Antonio Attilia, dall’altra parte nel borgo del Molesino avanti la casa di d.to Attilia[17] anch’essi realizzati da Paolo Testa.

Quello che rimane da dire è che la nuova strada non fu di grande utilità alla popolazione, forse perché costringeva a fare un lungo giro per entrare in paese.

Quarantadue anni dopo, nel 1767, per motivi imprecisati, Alessandro Ruspoli, succeduto al padre Francesco Maria, fa incaricare dal suo ministro Sig. Pellegrini due periti di fare una stima delle condizioni della strada.

La situazione è sconfortante; seppur con parole leggermente diverse, entrambi rilevano che la strada ormai non è più “carrozzabile” in quanto “misurata la larghezza della strada, che ora ritrovasi, non oltrepassa palmi dieci, e in alcuni siti fino a dodici, e quattordici, dimodoché non più rendesi carrozzabile, come era negli anni addietro,[…] e tal diminuzione proviene perchè i possidenti dei dd. Pre[si]dj si sono inoltrati nella d.[et]ta strada, e con aver occupata, e ristretta nella loro porzione di questa[18].

La strada quindi ora è larga non più di due metri contro i sei iniziali anche perché le fratte sono “lasciate correre, ed in abbandono, che in oggi levano il pieno della larghezza dell’antica strada sud.[et]ta, in modo che non si possono dir fratte, ma picciole macchie” [19]

La mappa preparata per il Catasto Gregoriano intorno al 1819 confermerà la fine di questa strada, che non è più indicata.

 

LO STATO ATTUALE

Da verifiche effettuate in loco, il destino della Via Ruspola resta quello del 1767, nonostante il tracciato sia ancora in parte visibile, sia lungo la Via dei Castagni che nella zona dei castagneti prospicienti Vallerano. Sarebbe forse possibile ricercare i resti del ponte, così come sarebbe possibile riattare almeno la parte finale della strada, oggi ridotta a discarica a cielo aperto, ma questo vorrebbe dire avere quell’interesse e quella partecipazione degli abitanti e delle Amministrazioni che al momento sembrano mancare.

TRACCIATO OGGI

IL PRESUNTO TRACCIATO COME APPARE OGGI DAL SATELLITE

1293 RA-IL TRATTO FINALE DI VIA DEI CASTAGNI, DOVE COMINCIA LO STERRATO

DSCN4295B-ALCUNI TRATTI DEL PROBABILE TRACCIATO DELLA VIA RUSPOLA VERSO LA VALLE DELLA CUPA

DSCN4293

C-PARTE FINALE DEL TRATTO DALLA VALLE DELLA CUPA VERSO IL PIAZZALE DEL MOLESINO

DSCN4294

D-VIA DI S. ROCCO NEL PUNTO DI ARRIVO PRESUNTO DELLA VIA RUSPOLA CON IL PIAZZALE DEL MOLESINO SULLO SFONDO

LA COLONNETTA SI TROVA OGGI DIETRO IL MURO A DESTRA

PIAZZALE DEL MOLESINO OGGIE-PIAZZALE DEL MOLESINO OGGI: LA COLONNETTA SI TROVA NEL GIARDINO PRIVATO SULLO SFONDO

MAURIZIO GRATTAROLA

MARZO 2016

[1] ASV Fondo Ruspoli Marescotti (FRM), Mazzo A, Arm. D, Parte I, vol. 154 65 Manoscritto anonimo

[2] F. Lagrimanti, “Memorie delli Padroni di Vignanello”, Ms. 1588 Biblioteca Angelica, Roma

[3] Vedi nota 1

[4] ASV FRM Arm. E Vol. 195 70 1

[5] ASV FRM Arm. E Vol. 607 1/A

[6] ASV FRM Arm. E Vol. 607 1/B

[7] ASV FRM Arm E vol. 210 11

[8] ASV FRM Arm. E vol 195 70 1

[9] Ibidem

[10] ASV Archivio Ruspoli-Marescotti, Arm. E, vol. 195 67

[11] ASV FRM Arm. E vol 195 70 2

[12] ASV FRM Filze di Giustificazioni di Vignanello, Vol. 22, Esiti a denari di vari mesi

[13] Ibidem, doc. non numerato inserito fra le spese di Ottobre 1725

[14]Cottimo:Lavoro dato, o pigliato a fare non a giornate, ma a patto fermo, che anche dicesi a patto stucco” (G.B.

Gagliardo “Vocabolario Agronomico Italiano” Milano 1804)

[15] ASV Archivio Ruspoli-Marescotti Arm. E Vol. 607 1/B

[16] ASV FRM Filze di Giustificazioni di Vignanello, vol. 23, Conto n. 13, “Conto de lavori fatti pp servitio di S: E:

P[adro]ne da M. Carlo Testa scarpellino come in appresso segue dalli 10:Agosto 1725 a tutto Marzo 1726

[17] Ibidem

[18] Vedi nota 1

[19] Ibidem